
Chip o GPS: cosa misura ciascuno e perché i numeri non coincidono
Il chip sul pettorale e il telefono in tasca rispondono a domande diverse. Cosa misurano, perché distanza e passo cambiano e quale guardare quando.
In questo articolo
Quando qualcuno corre una gara, su di lui vengono registrate due serie di numeri, e le due non coincideranno. Una viene dal chip sul pettorale, l'altra dal GPS di un telefono. Qui trovi cosa misura davvero ciascuno, perché differiscono e quale guardare in quale momento.
Cosa misura il chip
Il chip nel pettorale produce orari di passaggio: quando il runner passa su un tappeto di rilevamento, il sistema registra l'ora esatta. Fa solo questo, ed è proprio per questo che ti puoi fidare.
Ottieni tempi ufficiali e verificati alla partenza, in alcuni punti intermedi e all'arrivo, e da questi derivano sia il tempo netto (da chip a chip) sia il tempo reale (dallo sparo dello starter). Tra un tappeto e l'altro non hai niente: per il sistema, lì il runner non esiste. Il chip lavora sulla distanza ufficiale, quindi una maratona è di 42,195 km anche se il runner ne ha percorsi di più.
Cosa misura il GPS
Il telefono (o l'orologio) controlla dove si trova ogni pochi secondi e unisce i punti. Così hai una posizione continua, il passo attuale e una previsione dell'arrivo, e vedi anche quando qualcuno si ferma. Un tempo ufficiale però non te lo può dare: una traccia GPS non è un risultato. La distanza che misura è quella effettivamente percorsa, errore di misura compreso.
Perché le distanze non coincidono
È la domanda che fanno tutti. Le cause sono tre, e sono tutte normali.

1. La distanza ufficiale si misura lungo la linea più corta consentita. Un percorso viene omologato sulla traiettoria più stretta possibile: l'interno di ogni curva. Un runner in mezzo al gruppo, che zigzaga tra i ristori, ne percorrerà per forza di più. In una maratona 150–400 m in più sono del tutto normali.
2. Anche il GPS sbaglia, e quasi sempre per eccesso. L'errore del ricevitore è maggiore in curva e tra edifici alti, e tende a spingere la traccia verso l'esterno: la linea si allarga e la distanza misurata cresce.
3. Nemmeno orologio e telefono vanno d'accordo. Sono due dispositivi con antenne e frequenze di campionamento diverse, e 100–300 m di differenza sulla stessa corsa sono comuni.
Da ricordare: il chip ti dà il tempo ufficiale, il GPS ti mostra come ci sono arrivati. Non devi sceglierne uno.
Perché il passo è diverso
Perché è diviso per una distanza diversa. Il passo calcolato dai passaggi ufficiali usa la distanza ufficiale; il GPS usa la sua. Se il runner ha percorso 42,6 km invece di 42,195, il suo passo GPS sembra più veloce di parecchi secondi al chilometro rispetto a quello ufficiale, anche se la corsa è la stessa.
Per questo il nostro tracking aggancia il segnale al percorso: la distanza viene contata lungo il tracciato invece di sommare i punti GPS grezzi. Così il "dov'è adesso" che vede chi fa il tifo resta vicino ai passaggi ufficiali.
Quale guardare, e quando
| Passaggi del chip | Tracking GPS | |
|---|---|---|
| Tempo ufficiale | ✓ | — |
| Visibile tra due tappeti | — | ✓ |
| Frequenza di aggiornamento | ogni 5–10 km | ogni pochi secondi |
| Serve il telefono del runner | — | ✓ |
| Mostra che si è fermato | — | ✓ |
| Base della classifica | ✓ | — |
Da spettatore ti conviene usarli entrambi: il chip ti dice com'è messo ufficialmente, il GPS ti dice dov'è adesso e quando muoverti verso il tuo punto sul percorso.
Se uno dei due smette di aggiornarsi, abbiamo un articolo a parte su cosa fare.
Domande frequenti
Quale dei due è "preciso"?
Per il tempo, il chip, perché è quello ufficiale. Per la posizione, il GPS, perché ti mostra dove si trova adesso. Rispondono a domande diverse.
Perché Strava o il mio orologio segnano più chilometri della distanza ufficiale?
Perché misurano il percorso effettivamente fatto, mentre la distanza ufficiale è la linea più corta consentita. In una maratona qualche centinaio di metri di differenza è normale.
Posso usare il tempo del GPS come risultato?
No. La classifica si fa con il cronometraggio a chip, e una traccia GPS non è ufficiale. Per il diario di allenamento però va benissimo.
Se c'è il tracking col chip, a cosa serve il GPS?
Perché tra un tappeto e l'altro il chip tace e non può dirti se il tuo atleta si è fermato. E il tracking GPS rende possibile una cosa che il chip non farà mai: far arrivare la tua voce mentre corre.
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